RODOLFO BIAGI

1906, Buenos Aires- 1969, Buenos Aires
Soprannome: Manos Brujas
Pianista, compositore e direttore di orchestra
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Si narra che intorno agli anni '20, in una sala cinematografica di Buenos Aires, durante la proiezione di un film muto, un maestro d'orchestra di tango di nome Juan Maglio, detto Pacho, si alzò lamentandosi dell'accompagnamento musicale in sala: era troppo ritmato, le note troppo dense.

La musica era troppo piacevole e rubava l'attenzione alle scene rappresentate.
Il pianista, un ragazzino di 15 anni (che già da 2 suonava in quella sala cinematografica locale, all'insaputa dei genitori), era troppo talentuoso.

Quel ragazzino di 15 anni rispondeva al nome di Rodolfo Biagi ed aveva cominciato a suonare il pianoforte dopo aver finito la scuola elementare, abbandonato gli studi, fatto arrabbiare terribilmente i genitori e dopo diversi anni di studio di violino.


Furono gli stessi genitori anni prima a proporre un "affare" al giovane Rodolfo: compare un violino a condizione che frequentasse la Escuela Normal, del professore Mariano Acosta e fu proprio durante quegli anni di studio che Rodolfo scoprì la sua vera passione: il pianoforte.


Quel pianista di 15 anni, dopo pochi giorni, cominciò a lavorare nell'orchestra del maestro Juan Maglio, detto Pacho.


Nel corso degli anni entrò in contatto e collaborò con le piú celebri personalità musicali del tempo: Miguel Orlando, Carlos Gardél (che in seguito gli propose, senza successo, di partecipare ad un tour della Spagna), Juan Bautista Guido, Juan Canaro (nella cui orchestra conobbe Juan Carlos Thorry con il quale compose "Indiferencia").

Tornato dal Brasile dopo un'esperienza come pianista per Juan Canaro, restò inattivo per alcuni anni.

Assiduo frequentatore del Cabaret Chantecler, gli fu chiesto, una sera di sostituire il pianista dell'orchestra Lido Fasoli, famoso per i suoi fastidiosi ritardi. L'orchestra del cabaret era coordinata dal suo amico Juan D'Arienzo.
Era il 1935.


Tra i due nacque un sodalizio, quegli anni videro formarsi definitivamente lo stile del giovane (ma già esperto) Rodolfo, il suo stile nervoso e ritmico infatti sarà influenzato per sempre dalla musica di D'Arienzo, con il quale aveva un modo di giocare con la musica unico e che mai fu eguagliato nemmeno dai pianisti che lo seguirono (Juan Polito e Fulvio Salamanca).
L'unione con l'orchestra di Juan D'Arienzo fu molto prolifica: oltre al cabaret Chantecler, suonò per Radio El mundo, in molti circoli di ballo, in tour di successo e nella pellicola "Melodías Porteñas" di Enrique Santos Discépolo.
Si contano piú 70 registrazioni discografiche.


Nel 1938 creò una propria orquesta dalle specifiche qualità ritmiche che contraddistinguono la sua musica; con questa debuttò presso il cabaret Marabù.

Così come avveniva con D'Arienzo, le sue musiche catturavano l'interesse del pubblico che prediligeva il ballo; venivano scelti repertori basati sulla reinterpretazione di brani precedenti adattandoli però al suo stile musicale ormai ben delineato e consolidato.

Grazie ad una performance a Radio Belgrano di "Manos Brujas", un foxtrot di José María Aguilar (brano che proponeva all'inizio di ogni presentazione della sua orchestra), si guadagnò il soprannome, appunto, di "Manos Brujas" (mani stregate).


biagi_rodolfo_2pngNella sua orchestra si alternarono numerosi cantanti e molti consacrarono il loro sucesso proprio grazie all'esperienza con Biagi: Teófilo Ibáñez, Andrés Falgás, Jeorge Ortiz, Alberto lago, Alberto Amor, Carlos Acuña, Carlos Saavedra, Carlos Heredia, Carlos Almagro, Hugo Duval.


Tra i suoi musicisti ci sono personaggi eccezionali: i bandenoisti Alfredo Attadía, Miguel Bonano e Ricardo Pedevilla.
Tra i violinisti Marcos Larrosa, Claudio González e Oscar de la Fuente, che era anche suo arrangiatore.
Sebbene Rodolfo Biagi fosse un pianista eccellente, nella sua orchstra ci fu anche un altro pianista, Carlos Giampé.


Nel 1942 suonò in Chile, dove ottenne un successo senza precedenti.


All'inizio degli anni Cinquanta, Biagi fu il primo ad apparire nel panorama televisivo argentino ottenendo un grande successo e divenendo la stella del programma Casino Philips trasmesso da Canal 13.


Sempre nello stesso periodo fu la figura centrale del famoso programma Glostora Tango Club di Radio El Mundo.


Biagi fu un grande inteprete che rielaborò brani di altri autori, ma anche un compositore di pezzi propri e memorabili, come ad esempio "Cruz Diablo", "Amor y vals", "Como en un cuento", "Humillación", "Gólgota", "Magdala", "Por tener un corazón", "Campo afuera" e "Por la huella" (questi ultimi due con il testo del poeta Homero Manzi), "Dejá el mundo como está", "Oh mama mía" e "Indiferencia".

La sua ultima apparizione in pubblico risale al 2 agosto 1969 presso l' Hurlingham Club.
Morì poco dopo, il 24 settembre a causa dell'eccessiva pressione bassa.


LA SUA MUSICA

La sua musica è caratterizzata da una ritmica precisa e ben delineata, con staccati netti e facilmente identificabili.
Presenza costante, il pianoforte (poteva essere diversamente?) sembra dialogare con gli strumenti dell' orchestra, alternando timbri squillanti a momenti profondi e cupi.