OSVALDO PUGLIESE

1905 - 1995 Buenos Aires
Pianista, direttore d'orchestra e compositore
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pugliese_osvaldopngOsvaldo Pugliese nacque nel 1905 in una famiglia per la quale la musica era già molto importante: il padre, di professione calzolaio, era flautista presso un quartetto ed i due fratelli maggiori, entrambi violinisti, suonavano nei cafè del barrio.

Dopo aver studiato le prime nozioni di teoria musicale con il padre, si avvicinò al violino, solo successivamente passò al pianoforte (uno strumento costoso per la sua famiglia, che impiegò del tempo prima di poterne acquistare uno) e fece pratica, come molti altri musicisti del tempo, nelle sale cinematografiche suonando melodie come accompagnamento per i film muti.

A 15 anni suonò nel Café de La Chancha (ovvero la maiala, così chiamato dagli avventori alludendo alla scarsa igiene del proprietario).

Allo stesso tempo iniziò a frequentare il conservatorio di Villa Crespo, dove si diplomò in pianoforte nel 1919.

pugliese_osvaldo_3pngSi unì poi all'orchestra diretta dalla prima donna bandoneonista, Francisca "Paquita" Bernardo, un fatto abbastanza insolito per il tango, suonando in un noto cafè del centro di Buenos Aires.
Entrò successivamente nel quartetto di Enrique Pollet, poi nell'orchestra di Roberto Firpo e nel 1927 in quella del grande bandenoista Petro Maffia, che abbandonó insieme al violinista Elvino Vardaro per dare vita al connubio Vardaro-Pugliese.
Furono molto noti, ma purtroppo non abbiamo registrazioni.
Debuttarono al Cafè Nacional ed intrapresero un tour all'interno dell'Argentina; li accompagnò come rappresentante il poeta Eduardo Moreno, di cui fu il testo del bellissimo brano "Recuerdo", forse uno dei piú famosi tra quelli firmati da Pugliese.
Moreno fu poi sostituito dalla cantante Malena de Toledo.
Il tour fu un fiasco e i due dovettero ritornare indietro a loro spese.

Dopo altre esperienze formative importanti con direttori del calibro di Alfredo Gobbi, Anibal Troilo, Roberto Firpo, Pedro Maffia.
Nel 1934 suonò come pianista nell'orchestra appena formata dal bandoneonista Pedro Laurenz (in questa occasione scrisse i primi accordi per alcuni tanghi, tra cui "La Beba").

Nel 1936 entrò nella prestigiosa formazione di Miguel Caló.

pugliese_osvaldo_1pngFinalmente nel 1939 formò la sua Orquesta tipica, con la quale si esibì al cafè Nacional, dove aveva già suonato con alcune delle orchestre precedenti.
Il suo cantante fu Amadeo Mandarino e tutto il suo gruppo venne gestito come una piccola coperativa, in accordo alle sue idee comuniste, mai nascoste e per le quali non gli fu risparmiato il carcere anni dopo.

Dai cafè di strada passò, con la sua orchestra, direttamente alla radio piú prestigiosa del tempo, Radio El Mundo, seguito già da un'enorme folla costituita dagli ammiratori dello stile del maestro e da simpatizzanti del Partito Comunista.

Lo stile di Pugliese si delineò sempre piú, acquisendo i tipici andamenti ritmici che hanno reso celebri i suoi brani come "Gallo Ciego" o "La Mariposa".

Arricchirono le fila della sua orchestra personaggi d'eccezione, come il bassista Aniceto Rossi (che caraterizzò fortemente il ritmo), il bandenoista Osvaldo Ruggiero (inseparabile amico di Osvaldo, con cui rimase fino al 1968), il violinista Enrique Camerano (nato, si disse, appositamente per duettare musicalmente con lo stesso Pugliese), i cantanti Roberto Chanel (dalla voce nasale e potente con cui registrò 31 brani), Alberto Morán (cantante dai toni drammatici e sensuali, esercitava un carisma nei confronti delle donne che mai fu eguagliato na nessun alro cantante.. 48 opere), Jorge Vidal, Jorge Maciel e Miguel Montero.

Registrò negli anni '40 diversi brani strumentali, come "Negracha" e "Malandraca", "Recuerdo", e "La Beba", "Adiós Bardi", "Recién", "Barro", "Una vez" e "El encopao".

Nel 1946, poi, arrivò la summa di tutta la sua esperienza musicale. Pugliese presentò il brano che aprì una nuova epoca, caratterizzando non solo quello che sarà lo stile della sua orchestra ma anche tutto il tango che verrà dopo.
Il 21 agosto del 1946 registrò per la Odeon Disco il tango "La Yumba".

Pugliese conobbe nella sua vita anche l'esperienza del carcere, in quanto fedele e coerente alle sue idee di simpatizzante comunista, in periodi in cui in Argentina era al potere la dittatura militare.

Il Maestro gestiva la sua orchestra come una cooperativa, dividendo equamente i proventi delle esecuzioni, ed è famoso l'aneddoto secondo il quale quando era costretto a subire il carcere a causa delle sue idee politiche, le sere dei concerti, mentre l'orchestra suonava, il pianoforte rimaneva vuoto e silenzioso, con un garofano rosso adagiato sulla tastiera.
Piú tardi il bandoneonista Carel Kraayenhof, uno dei suoi migliori discepoli, compose e dedicò a Pugliese il tango Clavel Rojo (Garofano rosso).

Come forma di censura politica gli fu addirittura vietato di tramettere per alcuni anni, ma questo non riuscì a diminuire la popolarità del maestro.

Tornato sulle scene, tenne due importanti tour mondiali, il primo nel 1966 in diverse città dell'Unione Sovietica e in Cina; il secondo nel 1965 in Giappone, in occasione del quale Pugliese compose il tango "Tokio Luminoso".

pugliese_osvaldo_2pngNel 1985 le porte del Teatro Colón di Buenos Aires, il piú prestigioso teatro argentino, si aprirono per Osvaldo Pugliese e il tango, per la prima volta in assoluto, entrò nel celebre teatro.
Il Colón infatti fu sempre considerato un tempio culturale riservato esclusivamente alla muscia classica, fu questo un riconoscimento unico per il Maestro e la sua orchestra.

Morì nel 1985 a Buenos Aires, al suo funerale echeggiarono le note de "La Yumba".

LA SUA MUSICA

Osvaldo Pugliese è stato il musicista che piú di tutti lasciò un segno nella concezione musicale del tango, avviando, verso la fine degli anni '30, una trasformazione profonda e radicale, ma allo stesso tempo morbida e non traumatica.

Basti pensare che la sua prima composizione, "Recuerdo" (del 1924), è ritenuta una delle piú importanti della storia del tango, tanto che Anibal Troilo ne parlò come del tango che avrebbe voluto comporre mentre Julio De Caro già allora la definì "Una delle opere d'arte del nostro tango che perdurerà per sempre".

pugliese_osvaldo_4png"La Yumba" (1946) con "Negracha" (1942) e "Malandraca" (1948) costituiscono il famoso "trittico" di tanghi nel quale è sintetizzato magistralmente l'embrione di quello che sarà lo stile della sua orchestra per gli anni a venire.
La novità di questi tre tanghi fu quella di rompere la tradizione compositiva consolidata dell'epoca e di proporre nello stesso brano atmosfere completamente differenti.
Alle battute caratterizzate da ritmi incalzanti ed ostinati si affiancarono passaggi melodici dove il tempo è come sospeso, per poi lasciare spazio a passaggi sincopati ed in contrappunto.

Il piú famoso - ed interpretato - dei tre brani è "La Yumba".
Il titolo non corrisponde ad alcun vocabolo, bensì è una "traslitterazione" dell'andamento ritmico del pezzo: Yum (I movimento) ... ba (III movimento) ... - Yum ... ba . Il tratto tipico di Pugliese è quello di creare nei quattro tempi della battuta dei vuoti quasi completi tra i due accentati, che pulsano in modo costante come dilatandosi e contraendosi.
Questo effetto viene ottenuto dando ai violini ed ai violoncelli il compito di cadenzare il ritmo con ampie e veloci arcate, mentre il pianoforte in secondo piano, con accordi sussurrati, crea il legame tra le due note accentate.

pugliese_osvaldo_5pngImmancabile poi la firma con la quale Pugliese concluse i sui tanghi.
Nelle ultime note del brano viene preparato con un crescendo per l'accordo finale, che esplode nell'ultima battuta, però su un movimento inconsueto, il secondo, solitamente debole.
Poi il silenzio con un pausa, lasciando l'ascoltatore, all'improvviso, in equilibrio sull'orlo del nulla.
Una pausa di tensione silenziosa quindi ed ecco un accordo finale, pianissimo, appena appoggiato che risolve il brano in modo soffice e silenzioso. Quasi rassicurante.

Gli ascoltatori piú attenti dicono che in questo modo Pugliese ha saputo dimostrare la sua attenzione e considerazione della parte danzata del tango, lasciando l'ultima nota del brano alla libera sensibilità del ballerino.

Altrettanto famose furono le sue innumerevoli interpretazioni di brani composti in precedenza da altri musicisti, interpretazioni tanto profonde ed innovative da dare una nuova vita al brano originario.

Lo stile dell'orchestra Osvaldo Pugliese ha ispirato numerose orchestre attuali di tango, quali il Sexteto Mayor, l'Orquesta Color Tango, El Aranque, l'Orquesta Carla Pugliese, nipote di Osvaldo, fino ad arrivare alla potenza dirompente dell'Orquesta tipica Fernandez Fierro.