ORQUESTA TIPICA VICTOR

 
orquesta_tipica_victorpngAgli inizi del '900 a Buenos Aires c'erano due grandi case discografiche che si contenedano il primato senza esclusione di colpi: la Nacional-Odeón (fondata nel 1904 da Max Glücksmann) e la Victor Talking Machine Co., successivamente RCA Victor (fondata in nord America nel 1903).
Si contendevano gli artisti promettendo loro contratti sempre piú allettanti e garantendo tecniche di registrazione sempre migliori.

orquesta_tipica_victor_2pngTra le due la Odeón vantava una rosa di artisti di qualità superiore e numericamente piú vasta, tuttavia la RCA Victor annoverava tra i suoi arstisti Osvaldo Fresedo, la promessa del momento.

Quando questi, nel 1952, si allontanò dalla RCA Victor in favore della Odeón, si rese necessario trovare una soluzione immediata.

Un giovane pianista di formazione classica, che aveva studiato in Italia (a Bologna), che, una volta tornato a Buenos Aires già suonava con grande successo musica jazz presso la Victor e che addirittura ancora non si era cimentato con il tango ebbe la fortunata intuizione di suggerire ai dirigenti della casa discografica di formare un'orchestra tipica composta dai migliori musicisti del momento.Adolfo Carabelli.

Così nel 1925 cominciò la storia di un'orchestra di altissimo livello, che avrebbe mai suonato in pubblico, ma esclusivamente in sala di registrazione, quindi per un audience dedito ad un attento ascolto e non distratto dai balli e dalla folla della pista.

orquesta_tipica_victor_1pngOlvido", di Ángel D'Agostino e "Sarandí" di Juan Baüer.

Le registrazioni successive sarebbero state migliori, infatti solo un anno dopo si sarebbe passati a tecniche elettriche.

Questa prima formazione, diretta dallo stesso Carabelli, vedeva tra le proprie fila Ciriaco Ortiz al bandoneon e Agesilao Ferrazzano al violino.

I componenti dell'orchestra variarono con molta frequenza (sempre comunque musicisti di alto livello) e l'orchestra stessa suonava solamente in sala di registrazione e non in pubblico, possiamo capire quindi i motivi per cui non fu mai stabilito con esattezza chi ne facesse parte tanto che gli esperti spesso sono stati costretti a teorizzarne i componenti, cercando di riconoscere i musicisti da determinati passaggi e dallo stile musicale.
La Tipica Victor fu un'orchestra circondata da un alone di mistero, non suonò mai di fronte ad pubblico ma seppe comunque lasciare un ricordi indelebile di perfezione e di eccelsa qualità.

Altri artisti importanti che ne fecero parte: Federico Scorticati, Carlos Marcucci e Pedro Laurenz; Orlando Carabelli, fratello del direttore e Nerón Ferrazzano; Antonio Buglione, Eduardo Armani e Eugenio Nobile.
Sembra che abbiano suonato con l'orchestra addirittura artisti del calibro di Cayetano Puglisi, Alfredo De Franco e Aníbal Troilo.

Per ragioni commerciali si sentì l'esigenza di creare diverse formazioni, che ebbero nomi diversi, ma sempre legati al machio Victor, come ad esempio la "Orquesta Victor Popular", la "Orquesta Típica Los Provincianos" diretta da Ciriaco Ortiz, la "Orquesta Radio Victor Argentina" diretta da Mario Maurano, la "Orquesta Argentina Victor", la "Orquesta Victor Internacional", il "Cuarteto Victor" (formato da Cayetano Puglisi, Antonio Rossi, Ciriaco Ortiz e Francisco Pracánico) e l'eccellente "Trío Victor", formato dal violinista Elvino Vardaro e dai chitarristi Oscar Alemán e Gastón Bueno Lobo.

Non solo i musicisti, ma anche i cantanti furono tutti di altissimo livello.

Dopo i primi tre anni di successi esclusivamente strumentali, il primo cantante ad entrare nell'orchestra fu Antonio Buglione, che registrò solo 4 brani.
Successivamente seguirono Roberto Díaz (27 registrazioni), Carlos Lafuente (37 registrazioni), Alberto Gómez (25), Ernesto Famá (17), Luis Díaz (14), Teófilo Ibáñez (9), Mario Pomar (6) e Charlo (4), Angel Vargas (2).

orquesta_tipica_victor_3pngNel 1936 la direzione dell'orchestra passò nelle mani del bandenoista Federico Scorticati.
I primi tanghi di questa fase furono "Cansancio" (di Federico Scorticati e Manuel Meaños) e "Amargura" (di Carlos Gardel e Alfredo Le Pera), cantati da Héctor Palacios.

Nel 1943 fu la volta di Mario Maurano, i cui primi brani furono "Nene caprichoso" e "Tranquilo viejo, tranquilo", entrambi di Francisco Canaro e Ivo Pelay, con la voce di Ortega del Cerro.

Nel 1944 la casa discografica decise di terminare questa esperienza ventennale che lasciò un segno indelebile nella storia del tango.
Erano gli anni della Epoca de Oro, orchestre tipiche nascevano e si disgregavano praticamente ogni giorno, e le grandi orchestre - formate anche da 30 o 40 musicisti - dominavano il panorama musicale.
Fu questo il miglior momento per ritirarsi e diventare leggenda.


Le ultime registrazioni con la denominazione Tipica Victor furono realizzate il 9 maggio 1944 e furono i brani "Uno que ha sido marino" (di Ulloa Díaz) e "Sobre las olas" (di Juventino Rosas), entrambe cantate dal celebre duo Jaime Moreno e Lito Bayardo.

Secondo lo studioso Nicolás Lefcovich, le registrazioni totali furono in totale ben 444.
Ricordiamo, tra i tanti, lo splendido brano "Mi Taza De Cafe".