MIGUEL CALÓ

1907 Buenos Aires - 1972
Musicista, bandoneonista, compositore, direttore d'orchestra
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miguel-calojpg Primogenito di una famiglia numerosissima (10 sorelle e 5 fratelli e quasi tutti con una carriera da musicisti), ricevette in regalo a 15 anni un bandoneon da uno zio che, senza saperlo, segnò il destino di uno tra i protagonisti indiscussi del panorama musicale argentino.

Dopo alcune esperienze musicali in concerti e serate di ballo, nel 1926 entrò come bandenoista nell'orchestra del maestro Osvaldo Fresedo, che dirigeva una tra le orchestre piú richieste e famose del tempo.

Nel 1927, a 19 anni, debuttò con l'orchestra del pianista e direttore Francisco Parcánico, che si esibiva nel teatro Astral e che aveva come stella principale Azucena Maizani.
1931 viaggiò negli Stati Uniti al seguito del maestro Fresedo.

calo_miguel_1pngCreò piú di un'orchestra, ma ebbero tutte vita breve sempre a causa dei suoi numerosi viaggi all'estero, si ebbero diversi brani tra cui "Milonga porteña" (tango di Caló, Luis Brighenti e testo di Mario César Gomila) e "Amarguras" (un vals di Miguel Nijensohn e Jaime de los Hoyos). Il cantante fu Román Prince.

Nel 1934 si fermò a Buenos Aires e qui creò una orchestra stabile.

Grazie al suo grandissimo talento e ad accurate selezioni fu una delle piú apprezzate e famose orchestre tutti i tempi: l'Orquesta de Las Estrellas.
Il nome non fu scelto a caso, basti pensare ad alcune delle personalità che nel corso degli anni militarono presso le sue fila: Carlos Lazzari, Osvaldo Pugliese, Horacio Salgán, Hector Stamponi, Leopoldo e Domingo Federico, Astor Piazzolla, Antono Rodia, Nito Farace, Armando Pontier, Enrique Francini, Eduardo Rovira, Julián Plaza, José Cambareri, Osmar Maderna.


È in questo momento storico che possiamo collocare l'inizio della prima delle due fasi musicali del Caló.

Lo stile della sua orchestra è molto simile a quello di Fresedo e le melodie richiamano quelle di Di Sarli.
Il pianista di quegli anni, Miguel Nijensohn, lasciò un'impronta indelebile nello stile dei brani cadenziando il ritmo e rendendolo perfetto per il ballo.

Tra i cantanti, fino al 1939, si avvicendarono Carlos Dante, Alberto Morel e il fratello Roberto Caló.


Miguel Caló entrò nel pieno della sua maturità artistica durante il cosiddetto periodo d'oro del tango, "La Epoca de Oro", ovvero quegli anni che vanno dal '40 fino al '55.
Ecco che comincia la seconda parte della sua vita musicale.


calo_miguel_2pngCircondato da musicisti e cantanti di altissimo livello, Caló approfondì il suo stile cercando sonorità piú complesse e ricercate; con un uso sempre piú intenso di violini, bandoneon ed un utilizzo piú drammatico del pianoforte (suonato per un pò da Osmar Maderna e poi, nuovamente, da Nijensohn ritornato nell'orchestra) unì al tango tradizionale il rinnovamento del tempo e i suoi brani divennero una perfetta fusione degli elementi quali ritmo, melodia e canto.
Questi furono gli ingredienti dei brani di Miguel Caló, che possono essere considerati vere e proprie magìe.

Tra i musicisti che formarono la sua orchestra ci furono, come al solito, personalità d'eccezione come Domingo Federico, Armando Pontier, Carlos Lazzari, Eduardo Rovira, Julián Plaza, José Cambareri (bandoneones), Enrique Francini, Antonio Rodio, Nito Farace (violini), Ariel Pedernera e Juan Fassio (contrabasso).


Caló non solo seppe scegliere e valorizzare grandi musicisti, ma fece lo stesso con i suoi cantanti, come Raùl Berón, Alberto Podestá y Raùl Iriarte.
Per quanto riguarda Raùl Berón, si racconta che fu suggerito a Caló da Armando Pontier. Il cantante Raùl già cantava (con il fratello José) brani di flolklore locale e conosceva pochissime strofe di tango al punto che lo stesso Caló lo portò con se ad alcune serate presso il cafè Shangai per imparare i testi di alcuni brani.
Dopo aver stabilito un repertorio cominciarono le registrazioni presso la radio, fu allora che i gestori dell'emittente bocciarono il cantante suggerendo a Caló di licenziarlo. Con grande rammarico Miguel Caló fu costretto ad allontanare Berón, sebbene fosse ancora convinto delle sue doti.
Nel frattempo fu messo in vendita il primo album dell'orchestra in cui cantava Berón e il brano "Al compás del corazón" (di Domingo Federico e Homero Expósito) ottenne un successo di vendite incredibile.
Quegli stessi diregenti che avevano chiesto il licenziamento di Berón criticandolo fortemente, si congratularono con Caló per la sua intuizione ed ammisero l'errore.
Una semplice coincidenza permise ad una delle piú belle voci del tango di sbocciare e lasciarci dei veri e propri capolavori.


Si possono contare piú di 400 registrazioni e circa 30 furono i brani composti dallo stesso Caló.

calo_miguel_3pngAlcune delle sue opere sono incredibilmente intense ed ottenero un grande successo, come i brani "Jamás retornarás", "Qué te importa que te llore" che nacquero entrambi con la collaborazione di Osmar Maderna e furono registrati con la voce di Raùl Berón o ancora il tango "Dos fracasos" con il testo di Homero Expósito o la milonga "Cobrate y dame el vuelto" con il testo di Enrique Dizeo.

Con i nuovi ritmi provenienti dall' America del Nord, si andò compiendo il declino del tango.
Divenne sempre piú difficile coinvolgere le masse degli anni precedenti e il tango stesso cominciò ad essere caratterizzato da brani piú adatti all'ascolto che al ballo.
Nonostante ciò Miguel Caló riuscì sempre a mantenere posizioni di primo piano, con grande buon gusto e la sua capacità di far convivere la tradizione con la modernità.

Nel 1963 ebbe l'ottima idea (l'ennesima) di riunire i piú ilustri membri della sua Oruqesta de las estrellas.

Videro così la luce bellissimi brani che ancora oggi risultano nuovi e rivoluzionari e di squisito equilibrio.


Nel maggio del 1972, dopo un'accalorata discussione con il responsabile di un parcheggio di Benos Aires, dove aveva lasciato la sua macchina, il cuore di Miguel cessò improvvisamente di battere lasciando tutti nello sconforto.

Caló fu il musicisa che piú di chiunque altro seppe raggiungere e rappresentare l'equilibrio tra ritmo, melodia e canto. L'Orquesta de la estrellas sarà ricordata per le interpretazioni del miglior tango, che trascende i tempi e le mode; la sua magia è ancora oggi evocata e riproposta con grande successo dalla Tipica Sans Souci, formatasi nel 1999.