LUCIO DEMARE

1906, Buenos Aires- 1974
Pianista, compositore e direttore di orchestra
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demare_luciopngLucio Demare nacque a Buenos Aires il 9 agosto 1906 nel quartiere di Abasto di Buenos Aires.

A sei anni cominciò a studiare musica con suo padre, Domingo Demare e con Luis Riccardi, a quell'epoca pianista del nascente Francisco Canaro.
Più tardi proseguì i suoi studi al conservatorio di Buenos Aires con il maestro Vincente Scaramuzza.

Rodolfo fu un musicista precoce, infatti a solo otto anni, con i pantaloni corti, suonò al pianoforte nelle sale cinematografiche o presso i grandi battelli che precorrevano la tratta Buenos Aires-Montevideo.
Qualche anno dopo iniziò a suonare in alcune sale di varietà del centro.


Nel 1922, all'età 16 anni, fu integrato nell'orchestra jazz di Nicolás Verona presso la sala cinematografica "Real Cine" e nel 1924 suonò con l'orchestra di Eleuterio Iribarren presso il famoso cabaret di Buenos Aires "El Tabarís".
Nel rinomato locale, all'epoca si alternavano due orchestre in maniera tale da soddisfare tutte le sigenze del pubblico. L'orchestra di Carabelli suonava il jazz mentre un'altra, diretta da Francisco Canaro, suonava il tango. Fu questo il primo contatto di Lucio con la musica del tango, di cui si innamoro' immediatamente.


Lucio cominciò a studiare tango con Minotto Di Cicco, bandoneonista dell'orchestra di Canaro; racconta lo stesso Lucio, in una intervista rilasciata nel 1974: "... questo durò finché non arrivò Adolfo Carabelli che mi prese dal Cine Real per portarmi a suonare con lui nel mitico Tabarís. Il problema era che io avevo solo 16 anni e quindi come minorenne non potevo lavorare in un locale del genere. Chiaro, non mi si vedeva molto perché non ero alto, e allora dissi a mia madre che dovevo mettermi i pantaloni lunghi perché quelli corti andavano bene per i cinema ma non per un locale come il Tabarís. Mia madre, da buona "tana" (lunfardo per italiana) mi rispose che i pantaloni lunghi avrei potuto iniziare a metterli solo a 18 anni. Le dissi …Però vieja es un cabaret, no puedo ir así es ridículo ! … e allora mia madre si convinse, mi fece dei pantaloni lunghi".

E ancora: "...il mio maestro di tango fu Minotto Di Cicco. Lui mi diceva tutto quello che dovevo fare, e mi dava lezioni quando Canaro se ne andava via dal Tabaris alle tre di mattina e la sua orchestra finiva di suonare. Un mese più tardi mi avvicinai a Canaro e gli dissi di portarmi con lui in tournée in Europa. Mi chiese cosa volevo suonare ed io risposi: "Tango". "Ma tu non sai suonare il tango" mi rispose. Io da quel palco di fronte, quello del Jazz, gli risposi che stavo imparando a suonarlo e che mi piaceva molto. Non disse più nulla e solo qualche tempo dopo mi chiese se volevo ancora andare in Europa con lui. Era il 1926 e rimasi con l'Orquesta di Canaro a Parigi per due anni".


demare_lucio_1pngNel 1928, separatosi dall'orchestra di Canaro, formò un trio con Augustín Irusta e Roberto Fugazot, con il quale debuttò a Madrid nel teatro "Maravillas"; il successo fu tale che da una prevista tappa di poche settimane, la permanenza perdurò per più di tre mesi.
Seguì una tournee per l'america centrale e meridionale e solo nel 1931 tornò a Buenos Aires, il trio suonò per "Radio Sténtor" e "Cine Broadway".


Nel 1936 tornò a suonare come pianista per Canaro e formò una sua orchestra, insieme al violinista Elvino Vardaro, passando per quelle tappe "obbligate" che erano Radio El Mundo, Radio Berlgrano e i più noti locali del momento.
Gli altri componenti dell'Orquesta Demare-Vardaro sono Alfredo Calabrò al bandoneón e Juan Carlos Miranda come cantante.


Nel 1938 formò la sua prima orchestra, collaborano cantanti di primissimo piano tra i quali spicca Raul Beron.

Demare collaborava già da diversi anni con uno dei più grandi poeti del tango, Homero Manzi, ed ora con la sua orchestra e i cantanti d'eccezione di cui seppe circondarsi, realizzò dei veri capolavori come "Dandy", "Mañana zarpa un barco", Orquesta Lucio Demare canto Juan Carlos Miranda 1942 "Sorbos amargos", "Tal vez será mi alcohol", "Luna" (milonga), "Pa mí es igual", "Negra María" (milonga), "Solamente ella", Orquesta Lucio Demare canta Horacio Quintana 1944 "Sosteniendo recuerdos" e "Malena", composto nel 1941 dallo stesso Demare "Dónde", "Tal vez será su voz", "Más allá de mi rencor", "La calle sin sueño", "Telón", "No nos veremos más", "Milonga en rojo".

demare_lucio_3pngSuonò le colonne sonore di numerosi film argentini, in particolare per quelli del fratello, che tanta importanza ebbero per la cinematografia del tempo, "Ya tiene Comisario el pueblo" nel 1936, "Su mejor alumno", "Pampa bárbara", "La guerra gaucha".

Morì nel 1974, pochi giorni dopo aver rilasciato un'intervista che può esere considerata come il testamento artistico di un grande protagonista del tango: "...mai potrei separarmi dalla musica, e sono felice per questo. Ho messo tutta la mia vita nella musica ed ognuna della cose che feci vale per l'impegno che ci misi. Mai feci qualcosa per guadagnare denaro. Ho vergogna e forse questo è il più grande capitale che ho. La gente che mi segue sa che fu così e che mai feci concessioni al cattivo gusto. Per questo motivo lascia tantissime cose senza registrarle, perché avevano qualcosa che non mi convinceva e quindi preferivo lasciarle stare. In tutti i modi pezzi come quelli che abbiamo ricordato sono il mio modesto apporto alla musica popolare".

LA SUA MUSICA

Demare affrontò con successo tutti i ritmi che gravitano attorno al tango, riuscendo a mantenere sempre la sua capacità creativa, la delicatezza del suo stile che rendono ogni brano proprio quello che si voleva ballare.

Delicatezza e gusto. Queste sono le caratteristiche principali di tutta la musica di Lucio Demare, melodie che mai imposero la musica sul ballo, ma nemmemo, al contrario, lo assecondarono troppo, rendendosi banali.


demare_lucio_2pngIl suono ed il fraseggio della sua orchestra è inconfondibile come i disegni che riesce a fare tra le varie note con il suo pianoforte.
Nei suoi brani si alternano ritmi "rubati" con frasi melodiose che suggeriscono al ballerino pause e sospensioni.
Tutto è intimo, è dolce e poco più che sussurrato (proprio come deve essere l'abbraccio del Tango); più che le parole, la musica riesce a spiegare lo stile di Demare.


Ecco un paio di esempi che rendono bene lo stile di Lucio Demare: "Torrente", canta Horacio Quintana e "Se fue", canta Raul Beron.

L'impronta sensibile e delicata di Demare si può trovare anche nei numerosi tanghi composti da altri autori ed interpretati dalla sua orchestra.
Tra le sue mani di interprete questi brani rinascono diventando a volte la versione più amata e ballata.

Eccone un esempio: "No te apures cara blanca", con la voce di Juan Carlos Miranda.