JULIO DE CARO

1899 Buenos Aires - 1980
Violinista, direttore d'orchestra e compositore
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de_caro_juliopngJulio de Caro nacque l'11 dicembre 1899 a Buenos Aires.
L'11 dicembre è stato dichiarato Giornata del Tango, perché in quella data, anche se in anni diversi, sono nati Carlos Gardel e Julio De Caro.

Suo padre, Giuseppe De Caro De Sica, direttore del conservatorio del Teatro della Scala di Milano, volle una formazione musicale solida per i suoi figli: Julio avrebbe studiato il pianoforte e Francisco il violino.
I bambini si sa, sono dispettosi.. si scambiarono gli strumenti e, cosa ancor piú grave e mai perdonata, si appassionarono al tango.

Eduardo Arolas, "El Tigre del Bandoneón" lo adottò artisticamente e lo integrò nella sua orchestra.
Negli anni seguenti lavorò con i bandoneonisti Ricardo Luis Brignolo e Osvaldo Fresedo, il pianista Enrique Delfino e successivamente Juan Carlos Cobian che nel 1923 lo integrò nella suo sestetto dove suonava anche il bandeoninsta Pedro Maffia, un'altra figura chiave.

Fu nell' orchestra di Cobian, partito per l'ennesimo viaggio in cerca di nuove esperienze e fortune, che De Caro creò il suo sestetto leggendario, sestetto che fonderà la modernità strumentale dell'orchestra di tango, al punto che il suo nome diventerà aggettivale.

Questa epoca fu infatti conosciuta come Decareana.


de_caro_julio_1pngNel 1924 registrò i suoi primi dischi sotto l'etichetta Victor, compose in questo periodo due suoi tanghi "Todo corazón" e "Pobre Margot".
In oltre 30 anni registrò 420 opere.
La maggior parte della sua discografia è concentrata nel periodo 1924-1932, che è diviso in due parti: con la Victor, fino al 1928 e con la Brunswick, dal 1929.

Seguirono anni di sperimentazioni e ripensamenti musicali, non mancarono anche pause di riflessione.

Tra il 1949 e il 1953 registrò 38 brani per la Odeon.

LA SUA MUSICA

de_caro_julio_2pngIl virtuosismo dell'interpretazione e la qualità ineguagliabile degli arrangiamenti Decareani, davano al tango suoni mai sentiti prima.


Sebbene De Caro riuscì a mantenere l'essenza del tango di periferia, i suoi studi e la sua sensibilità gli permisero di arrivare ad una espressività sentimentale e malinconica fino ad allora sconosciuta, conciliò le radici popolari con l'eleganza europea.
La sua formazione accademica gli permise un linguaggio musicale raffinato, ineffabile e seducente.
Il suo sestetto ebbe il merito di rappresentare, attraverso brani a volte pigri a volte vivaci, la Buenos Aires del tempo come un acquerello.

Si ascoltino al riguardo tanghi come "Boedo" o "Tierra querida".


I tanghi di De Caro accompagnarono la rinascita socio-politica di una classe sociale piú colta, che apprezzava i tanghi dei cabaret suonati da musicisti che non avevano conosciuto i bordelli ma che piuttosto avevano studiato musica, lasciando il giusto spazio ad un ritmo di ballo adatto alle milonghe senza dimenticare, quindi, le origini dei sobborghi.

De Caro, a sua insaputa, fu l'artefice di una rivoluzione nel tango: da quel momento in poi chi voleva suonare tango doveva studiare musica. Da allora in poi il tango lasciò la guardia vieja, finì l'epoca dei musicisti istintivi.


de_caro_julio_3pngCaratteristiche del suo stile furono le rotture ritmiche che tanto piacquero ad Osvaldo Pugliese.

L'orchestra di De Caro accolse, nel tempo, musicisti di grande talento come il fratello Francisco al piano, al quale si deve l'influenza romantica e sognatrice, il fratello Emilio al violino come lui stesso, Leopold Thomson, Enrique Kraus al contrabasso, Pedro Maffia e Pedro Laurentz al bandoneon. Fu sempre reticente riguardo alla centralità del cantante nell'orchestra, gran parte della sua opera è fu infatti strumentale.


Del suo enorme lavoro, oltre le già citate "Boedo" e "Tierra querida" "Colombina" (con Francisco De Caro), "Copacabana", "Chiclana", "El arranque", "El bajel" (con Francisco), "El monito", "Guardia vieja", "La rayuela", "Loca ilusión", "Mala junta" (con Laurenz), "Mala pinta" e "Mi queja" (entrambi con Francisco), "Moulin rouge", "Orgullo criollo" (con Laurenz), "Todo corazón".