FRANCISCO CANARO

1888 San José de Mayo (Uruguay) - 1964
Soprannome: Pirincho
Violinista, direttore d'orchestra e compositore
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canaro_franciscopngLa sua vita fu una fitta, travolgente storia di situazioni ed aneddoti, alcuni dei quali divenuti leggende.
Piú di qualsiasi altro musisicta del tempo seppe dimostrare uno spirito imprenditoriale costantemente all'opera, in grado di cogliere i cambiamenti del momento storico e trasformali in opportunità; conseguì una fortuna economica senza precedenti.
Lo spirito imprenditoriale di Franscisco Canaro fu una delle sue doti indiscutibili.


La sua numerosa famiglia si trasferì a Buenos Aires nelle conventillos in estrema povertà.
Non potendo studiare, sin da molto piccolo lavorò duramente per aiutare in casa.


canaro_francisco_1pngLe sue origini di confondono con la storia del tango al punto che un programma radiofonico a metà degli anni '50 coniò una frase per riferirsi a qualsiasi vecchio fatto "De cuando Canaro ya tenía orquesta" (Da quando Canaro aveva l'orchestra). Dimostrò sin da piccolissimo di avere un'inclinazione naturale per la musica e il canto, tanto che già da bambino cantò spesso come solista nei cori dei figuranti di Carnevale.
Apprese le prime nozioni di musica da un vicino, che di mestiere faceva il calzolaio e che sapeva suonare la chitarra.
Imparò velocemente tutti gli accordi e in breve tempo fu in grado di accompagnare alcuni amici che suonavano il mandolino e il violino per le strade del quartiere e le esibizioni divennero via via piú frequenti.


Da sempre affascinato dal violino, si costruì un primo rudimentale strumento con un contenitore di latta per olio; con un pezzo di legno fece il manico e l'archetto.
Fu pronto per suonare e guadagnare qualche soldo ai balli di quartiere.

Imparò i primi rudimenti grazie ad un amico e in breve riuscì a improvvisare numerosi tanghi, valzer e mazurche.


Dopo qualche tempo, lavorando sodo, riuscì a comprare un violino vero.


Nel 1906 debuttò con il suo gruppo tipico (violino, mandolino e chitarra, nell' ordine Francisco Canaro, Martín Arrevillaga e Rodolfo Duclós) in un paese, Ranchos, a un centinaio di km da Buenos Aires; tuttavia questa prima esperienza durò molto poco.
Si narra che le ragioni di tale brevità furono due: la prima, che il palco dovette essere rinforzato con lastre di ferro per proteggere i musicisti dagli spari della gente; la seconda, che il Canaro non fosse indifferente al fascino femminile, tanto da provocare l'ira di numerosi uomini e in particolare quella del protettore delle ragazze del locale in cui si esbivano.


Tornato a Buenos Aires conobbe il fisarmonicista Vicente Greco.

Era il 1908 e Francisco si esibiva in numerosi cafè; il suo talento e cominciava ad essere noto al pubblico.

Nel 1910 cominciò a suonare insieme all' amico Greco e dopo varie tournee ottennero il successo meritato.

Nel 1912 compose i suoi primi tanghi, "Pinta brava" e "Matasanos" (il medicastro), che fu composto su richiesta di alcuni studenti laurenadi di medicina; questi il primo giorno di primavera erano soliti organizzare il cosiddetto "Ballo dell'internato", fu in occasione di una di queste serate che Canaro esordì come direttore d'orchestra.

Oltre che alle feste, la sua orchestra fu la prima ad essere ammessa nelle case aristocratiche del tempo, dove il tango non era mai entrato fino ad ora.


canaro_francisco_2pngLa sua fama continuava a crescere, formò un nuovo trio musicale con il bandoneista Pedro Polito e il pianista José Martinez, questa fu la base della prima orchestra "Pirincho", a cui si unì Rafael Rinaldi come secondo violino e Leopoldo Thompson al contrabbasso.

Canaro fu il primo ad inserire un contrabbasso in una formazione di tango.


Dal 1918 si impegnò per affermare i diritti d'autore - che all'epoca non erano riconosciuti - e giunse alla creazione dell'attuale SADAIC (Sociedad Argentina De Autores y Compositores de Mùsica), fondata nel 1935 la cui sede, fu, tra l'altro, edificata su terreni di proprietà dello stesso Canaro.


Tra il 1917 e il 1918 si associò al gruppo di Roberto Firpo e il nuovo grupo prese il nome di "Firpo-Canaro".
Con i due maestri suonarono i migliori strumentisti dell'epoca.


Anno dopo anno continuarono le imprese mirabili di Francisco Canaro, i suoi ammiratori furono sempre di piú.


Nel 1921 raggruppò 32 musicisti per dare vita alla piú grande orchestra di tango mai vista fino ad allora.

Nel 1924 ebbe l'idea di inserire un cantante nell'orchestra, a cui venne solitamente affidato solo un piccolo ritornello, l'estribilio.
Ecco che nacque l'epoca degli estribillistas, il primo dei quali fu Roberto Diaz.


Nel 1925 si recò a Parigi, dove il tango andava di gran moda.
Qui conobbe i fratelli Pizarro, ciascuno con un'orchestra "Pizarro", cosa che piacque al Canaro tanto che fece lo stesso con i suoi fratelli.
Aveva con se gli estribilistas Agustín Irusta e Roberto Fugazot, al duo si unì poi il pianista Lucio Demare formando un trio che avrebbe trionfato in Spagna e in altri paesi europei per piú di dieci anni.


Nel 1926 fece un lungo viaggio in Italia, dove visitò la nonna Campana e il paese delle sue origini, un piccolo paese sul Po in provincia di Rovigo, che si chiama Canaro!

canaro_francisco_3pngTornato in patria dopo circa due anni, decise di iniziare una lunga tournee per farsi conoscere in ogni angolo del paese e quando la radio cominciò a prendere piede, seppre sfruttare questo nuovo mezzo al puno da diventare la piú grande stella dell'etere.


Canaro fu un personaggio che realizzò ogni idea in campo imprenditoriale.

Nel teatro musicale fu un produttore di notevole successo, formò e fece decollare la carriera di moltissimi giovani attori/cantanti; ogni pretesto fu buono per presentare al pubblico i suoi tanghi.
Musicalmente riprese tanghi antichi e, modificandone nome e testo, creò nuovi brani, tentò - questa volta con scarso successo - di lanciare nuovi ritmi, il tangón e il milongón. Il suo unico fallimento totale fu nel campo della cinematografia; fondò una casa di produzione "Rio della Plata" che non ebbe successo.


Alcuni suoi brani di successo furono "El chamuyo", "El pollito", "Charamusca", "Mano brava", "Nobleza de arrabal", "La tablada", "Destellos", "El opio", "Sentimiento gaucho", "La ùltima copa", "Madreselva", "Déjame", "Envidia", "Se dice de mí", "La brisa", e "El tigre Millán".


Oltre gli affari, altra sua passione furono le donne.

Sebbene già sposato, dal 1929 al 1938 ebbe una storia d'amore con la cantante Ada Falcón, alla quale dedicò numerosi pezzi.
L'amore della donna era sincero e quando lei capì che Fancisco non si sarebbe mai separato dalla moglie - soprattutto per motivi economici - smise di cantare per lui e a 37 anni sparì completamente dalle scene per riunchiudersi in un convento di un un paesino della provincia di Còrdoba.

Nel 1956 Canaro pubblicò le sue memorie intitolate "Mis 50 Años con el Tango".


Morì nel 1964 di una malattia rara, la malattia di Paget. Il suo enorme patrimonio (tanto ingente da dare vita ad un detto popolare: "Tiene más plata que Canaro" , ovvero: ha piú soldi di Canaro) fu diviso tra la moglie ufficiale e le figlie nate da un'altra relazione avuta con una ragazza del coro.

canaro_francisco_4pngCi restano un numero enorme ed imprecisato di registrazioni (tra 3500 e 7000); Canaro accumulò un tale numero di opere che a tutt'oggi si discute su quante siano effettivamente nate dalla sua ispirazione e di quante, invece, si sia appropriato in cambio di favori o denaro.
Ma come sostenne lo studioso dell'argomento Bruno Cespi, "...se anche Canaro avesse composto solo il cinque per cento di tutti i brani che ha firmato, sarebbe piú che sufficiente per considerarlo un grande."

Sebbene fu un personaggio onnipresente, ad oggi nessun cinema, nessun teatro, nessuna strada porta il suo nome.