ASTOR PIAZZOLLA

1921, Mar del Plata - 1992
Bandoneonista, pianista, arrangiatore, compositore e direttore di orchestra
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piazzolla_astorpngLa musica di Astor Piazzola è tango o non è tango?
Non staremo qui a discutere di questo nè possiamo (e vogliamo) trovare ora una soluzione a questa tematica.
Vi invitiamo solo ad una riflessione: immaginate una linea colorata di rosso che sfuma gradualmente verso il blu.
Sapreste dire con assoluta precisione dove, lungo la linea, il "rosso" termina di essere rosso e si può parlare di "blu"?
Allo stesso modo si dovrebbe vedere il percorso musicale di Astor Piazzolla; nessuno è in grado di stabilire con oggettiva precisione dove termina il "tango" e si entra in altri stili. Astor Piazzola è  autore di splendidi brani, non tutti tanghi, non tutti ballabili, non tutti assecondano gli schemi "classici" nel loro evolversi.

Tuttavia, dovendo scegliere se parlare o meno di Astor Piazzolla nelle nostre pagine, la risposta arriva immediata e certa: sì.

piazzolla_astor_3pngPiazzolla non solo fu l'autore di alcuni tra i più bei tanghi al mondo, ma fu anche compositore per artisti internazionali di enorme rilievo, per orchestre sinfoniche autorevoli e artefice di pregevole musica da camera.

Il connubio Piazzolla - tango cominciò nel 1938, proprio quando il tango usciva da quel periodo di "letargo" in cui era sprofondato e si apprestava a vivere il suo periodo piu' fiorente, la "Epoca de oro".

Astor Pantaleón nacque nel 1921 a Mar del Plata, a 420 miglia a sud di Buenos Aires, un paese di pescatori e località balneare aristocratica.

Nel 1924 la sua famiglia si trasferì a New York dove Astor cominciò lo studio del bandoneon nel 1929.

Nel 1932 compose il suo primo tango "La Catinga", mai registrato, e, sempre nello stesso anno, fece una apparizione nel film "El Día que me Quieras", la cui stella principale era nientemeno che Carlos Gardel.

piazzolla_astor_1pngNel 1936 tornò a Mar del Plata dove si unì a diverse formazioni musicali, tra cui una le cui musicalità furono influenzate fortemente dallo stile del Sexteto Vardaro (un sestetto, il cui leader era Elvino Vardaro, che già dal 1933 cercava uno stile più audace ma ignorato dai cultori del tango tradizionale).

Nel 1938 si spostò a Buenos Aires, qui, dopo brevi esperienze con formazioni minori, entrò nelle fila della celebre orchestra di Aníbal Troilo (che era stata creata nel 1937 e che avrebbe giocato un ruolo decisivo nel rilancio del tango negli anni successivi).
Oltre che come bandenoista, Piazzolla suonò occasionalmente come pianista ed arrangiatore, sostituì tra gli altri il celebre Orlando Gogni (o Goñi).
Lo stesso Troilò fu un grande ammiratore di Astor, ma spesso fu costretto a frenarne il genio, a volte incontrollabile, che lo portava ad interpretare i brani in modo troppo personale, qualche volta addirittura poco comprensibile all'orecchio medio popolare.

Nel 1946 Piazzolla creò la sua prima orchestra (suonando ancora entro i canoni tradizionali); si inserì inizialmente come affiancamento di gruppi più celebri quali quelli di Horacio Salgán, Francini-Pontier, Osvaldo Pugliese, Alfredo Gobbi e anche di Troilo.
Tra i suoi cantanti spiccò Aldo Campoamor.


Nel 1948 arrivò a registrare un totale di 30 brani, tra cui versioni di altissimo livello di tanghi precedenti, quali "Taconeando", "Inspiración", "Tierra querida", "La rayuela" o "El recodo" e cinque brani di propria creazione che fecero comprendere al pubblico la sua grandezza anche come compositore, ricordiamo in proposito "Pigmalión" e "Villeguita".

Seguirono negli anni tanghi originali, di una profondità e bellezza senza precedenti al punto che furono interpretati anche dalle più importanti orchestre del tempo (Troilo, Francini-Pontier, Osvaldo Fresedo e José Basso) con arrangiamenti suggeriti dallo stesso Piazzolla.
Tra gli altri, "Para lucirse", "Prepárense", "Contratiempo", "Triunfal", e "Lo que vendrá".


piazzolla_astor_5pngNel frattempo, tra il 1950 e il 1951, la sua orchestra registrò quattro opere, due delle quali in un 78 giri memorabile: i vecchi tanghi "Triste" e "Chiqué".

Nei primi anni 50 Piazzolla alternò bandoneon e pianoforte e meditò sul fatto di dedicarsi alla musica classica, genere in cui si era già cimentato come compositore.

Nel 1954, seguendo questa sua idea, si trasferì in Francia alla volta del Conservatorio di Parigi.
La musicologa Nadia Boulanger lo persuase a tornare a quel genere musicale per il quale sembrava nato: il tango e il bandoneon.

Registrò 16 brani (di cui 14 di sua concezione) nel 1955, insieme alle corde dell'Orchestra dell'Opera di Parigi, con Marial Solas al pianoforte e lo stesso Piazzolla al bandoneon.
Fu questo un nuovo periodo di capolavori, come ad esempio "Nonino" (il modo affettuoso con cui Astor chiamava il padre, brano antecedente all'emozionante "Adiós, Nonino", scritto in occasione dell'improvvisa morte dello stesso), "Marrón y azul", "Chau, París", "Bandó", "Picasso" e tanti altri. Tornato in Argentina, Piazzolla si mosse in due direzioni: da una parte continuò a fare musica con la sua orchestra di bandoneon ed archi, con cui registrò una nuova generazione di tanghi, caratterizzati da una musicalità dirompente, quali, ad esempio, "Tres minutos con la realidad", "Tango del ángel" e "Melancólico Buenos Aires". Il suo repertorio vantò anche tanghi tradizionali o di altri musicisti re-interpretati, come "Negracha" (Pugliese), "Del bajo fondo" (José e Osvaldo Tarantino) o "Vanguardista" (José Bragato).

Voce dell'orchestra Jorge Sobral, scelto da Astor per portare le sue idee innovatrici anche nel tango cantato.


piazzolla_astor_4pngDall'altro lato si dedicò alla gestione dell' Octeto Buenos Aires, un gruppo che riunì artisti di altissimo livello e che sovvertì tutto ciò che caratterizzava il tango del tempo.
Alcuni estimatori di Piazolla identificano in questa fase l'apice della carriera musicale dell'artista.
Con l'Octeto Buenos Aires, Piazzolla si dedicò esclusivamente a reinterpretare i grandi tanghi tradizionali, come "El Marne", "Los mareados", "Mi refugio" o "Arrabal".

Nel 1958 si trasferì a New York, dove visse esperienze poco fortunate, sperimentò il jazz-tango con scarso successo (e poco entusiasmo).

Tornò a Buenos Aires nel 1960 e creò un nuovo gruppo, fondamentale anche questo per il suo percorso di artista, il Quinteto Nuevo Tango (bandoneon, pianoforte, violino, chitarra elettrica e contrabasso), che ottenne un grandissimo successo in certe frange di pubblico, soprattutto quelle dei giovani universitari.

I musicisti cambiarono spesso in questa formazione; si ricordano brani come "Adiós, Nonino", "Decarísimo", "Calambre", "Los poseídos", "Introducción al ángel", "Muerte del ángel", "Revirado", "Buenos Aires Hora Cero" e "Fracanapa".

Il cantante era Héctor de Rosas, con cui realizzò versioni notevoli di tanghi come "Milonga triste", "Cafetín de Buenos Aires", "Maquillaje", "Nostalgias", "Cuesta abajo" e molti altri.


Nel 1963, suonò con il Nuevo Octeto, non raggiunse però il successo della formazione precedente, tuttavia sperimentò nuove sonorità (flauto, percussioni, nuovi timbri vocali).

Tenne un concerto presso la Philarmonic Hall di New York dove annunciò la Serie del Diablo e presentò la completata Serie del Ángel.

A Buenos Aires ottenne ancora una serie di successi eccezionali su testi e poesie di Jorge Luis Borges, con il cantante Edmundo Rivero e l'attore Luis Medina Castro. Nello stesso anno vide la luce "Verano porteño", il primo di quei meravigliosi tanghi che formerà Las Cuatro Estaciones Porteñas, (le quattro stagioni di Buenos Aires) insieme a "Otoño Porteño" del 1969, "Primavera Porteña" e "Invierno Porteño", questi ultimi due del 1970.


Collaborò con il poeta Horacio Ferrer, che creò l'operetta María de Buenos Aires (che comprende la meravigliosa "Fuga y misterio") e una serie di tanghi.
Nel 1969 furono registrati "Balada para un loco" e "Chiquilín de Bachín", due grandi successi che portarono una popolarità alla quale Piazzolla non era abituato.

Sempre nel '69 registrò brani sia con la cantante Amelita Baltar che con il cantante Roberto Goyeneche.

Il 1972 rappresentò un altro momento di gloria, formò il Conjunto 9, una formazione con cui registrò Música Popular Contemporánea de la Ciudad de Buenos Aires, come volesse mettere un punto sulle tante discussioni riguardo il tango e la musica.
Gli album realizzati dal Conjunto 9 includono successi come "Tristezas de un Doble A", "Vardarito" e "Onda nueve".


Abbandonò ancora una volta l'Argentina, questa volta si mosse alla volta dell' Italia e fu successo anche qui.
Registrò "Balada para mi muerte", con la cantante Milva, "Libertango" e la commovente "Suite troileana", scritta nel 1975 alla notizia della morte di Troilo.

Nel 1978 dedicò una serie di opere ai mondiali di calcio, che si tennero proprio in Argentina sotto il controllo della dittatura militare (instaurata nel '76).
Fu questo uno dei pochi passi falsi nella carriera musicale dell'artista.

Nel 1979 presentò altri tanghi, tra i quali "Esqualo", sempre con il suo quintetto.

piazzolla_astor_2pngSuonò con musicisti provenienti da diversi generi, come George Moustaki (per il quale ha composto i bellissimi brani "Hacer esta canción" e "La memoria"), Gerry Mulligan e Gary Burton.

L'ultima formazione diretta da Astor Piazzolla fu un sestetto: aggiunse un secondo bandoeon e sostituì il violino con un violoncello.


Oltre a tanghi e musiche per quasi 40 film, Astor Piazzola realizzò un numero enorme di pezzi brevi come "Juan Sebastián Arolas", "Contrabajeando" (escrito con Troilo), "Tanguísimo", "La calle 92", "Oblivion", "Años de soledad", "Los pájaros perdidos", "Lunfardo", "Bailongo", "Vuelvo al Sur" e la Serie La camorra.