ANÍBAL TROILO

1914 Buenos Aires - 1975
Soprannome: Pichuco
Musicista, bandoneonista, direttore d'orchestra e compositore
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troilo_anibalpngNacque nel 1914 nel Barrio Palermo di Buenos Aires, uno dei principali quartieri di tango che spesso fu esaltato dalle sue opere.

Aníbal ebbe vari soprannomi: el Gordo (grosso, grasso, importante), El dogor (el gordo al rovescio) fu chiamato persino "Budda impomatato", "El bandoneón mayor de Buenos Aires"... ma per tutti sarà sempre detto Pichuco, soprannome affettuoso datogli dal padre molto amato e che morì quando Aníbal aveva solo otto anni.

troilo_anibal_5pngLa leggenda racconta che un giorno Pichuco (a dieci anni), giocando a calcio in strada, scagliasse il pallone dentro un cafè del suo quartiere.
Correndo a raccoglierlo venne folgorato dlla melodia proveniente dal locale; entrò e vide un greco che suonava uno strumento stranissimo e mai visto prma. Pichuco rimase ad ascoltarlo incantato.
Fu così che Pichuco incontrò il bandoneón (e il bandoneón incontrò Pichuco).
Il giorno dopo Troilo convinse la madre a comprare il bandoneón da cui non si separerà piú per tutta la sua carriera.

"Il fueye (il bandoneón) mi attraeva tanto quanto un pallone da calcio. La vecchia dovette mendicare un pó, ma alla fine mi diede soddisfazione ed acquistò il mio primo bandoneón: dieci pesos al mese per quattordici rate. E da allora non me ne separai mai piú", racconta lo stesso Troilo. Le rate pagate poi furono solo quattro perché in seguito il negoziante morì senza dare disposizioni e nessuno reclamò il debito, ma questa è una storia che tutto sommato ci interessa poco.

Prese lezioni e dopo soli sei mesi il maestro lo conedò non avendo piú nulla da insegnargli.

A soli 11 anni suonò per la prima volta in pubblico ad una festa di quartiere, poco dopo, come molti musicisti dell'epoca, come accompagnamento musicale di un film muto e, su richiesta del proprietario del cinema, passò ad integrare l'orchestra stabile dello stesso cinema.
Aveva solo 12 anni

A 14 anni entrò a far parte dell' orchestra di Juan Maglio detto Pacho.

Nel 1930 si unì alla formazione Vadaro-Pugliese, allora così costituita: Osvaldo Pugliese al piano, Alfredo Gobbi ed Elvino Vardaro ai violini, Miguel Jurado ed Aníbal Troilo ai bandoneones e Luis Adesso al contrabbasso.

troilo_anibal_2pngNel 1931 Aníbal entrò a far parte dell' orchestra del bandoneonista Ciriaco Ortiz (che fu il musicista che piú di chiunque altro ne influenzò lo stile) e nel 1932 fu chiamato da Julio De Caro per partecipare alla formazione di una grandissima orchestra che debuttò al cinema Astor.
Pedro Laurenz, Armando ed Alejandro Blasco, Aníbal Troilo e Calixto Sallago ai bandoneones; Francisco De Caro y José Maria Rizzuti ai pianoforti; Vicente Tagliacozzo, Julio De Caro, Samuel Reznik, José Niessov e Sammy Friedenthal ai violini; Vicente e José Sciarreta ai contrabbassi e Antonio Rodríguez Lesende come cantante.

Nel 1933 Troilo partecipò al film "Los Tres Berretines", in trio con José Maria Rizzutti al piano e Vicente Tagliacozzo al violino.

troilo_anibal_1pngNel corso degli anni suonò nelle maggiori orchestre (passando anche per quelle di Juan D'Arienzo, Angelo D'Agostino, Luis Petrucelli, Victor Tipica e Juan Carlos Cobián) fino al 1937, quando ne formò una tutta sua.
Registró con la Sello Odeón i suoi primi tanghi come "Comme il faut", di Eduardo Arolas, e "Tinta verde", di Agustín Bardi ma, a causa di conflitti con la società non fece altre registrazioni fino al 1941 per la Victor con la voce del cantante che poi divenne un'icona del tempo: Francisco Fiorentino, detto Fiore.
Con Fiorentino, che entrò nella formazione di Aníbal inizialmente come bandoneonista e solo successivamente come cantante, si instaurò un'intesa musicale così perfetta che avrebbe portato forti rinnovamenti alla storia del tango.
Fiorentino rimase 6 anni con Troilo.


All'epoca il cantante nel tango non aveva un ruolo privilegiato nell'orchestra, piuttosto la sua funzione era prevalentemente accessoria, si limitava a cantare l'estrbillo, ovvero un ritornello, una breve strofa.

Troilo sentì che il tango aveva bisogno di storie evocative che solo il canto poteva creare, e - per primo - lasciò che il cantante cantasse per tutto il brano.
Negli anni seppe circondarsi di voci uniche quali quelle di Francisco Fiorentino, Alberto Marino, Floreal Ruiz, Edmundo Rivero, Jorge Casal, Raùl Berón, Roberto Rufino, Ángel Cárdenas e Roberto Goyeneche.
Nacque così con Troilo la figura del cantor de orquesta e la voce fu considerata come uno strumento dell'orchestra stessa.

Inoltre una grande importanza fu data ai testi, ed anche in questo senso seppe scegliere i migliori parolieri come Manzi, Contursi, Cadicamo, Exposito, Discepolo.

Il tango cantanto (tango-cancion), unito allo stile nettamente tanguero di Troilo, equilibrato e inconfondibile divenne tango ballabile.

Seppe formare e far crescere i suoi musicisti al punto che molti suoi pianisti divennero direttori d'orchestra, ciò accadde con Orlando Goñi, José Basso, Carlos Figari, Osvaldo Manzi, Osvaldo Berlinghieri e José Colángelo.

Nel 1939 entrò a far parte dell'Orchestra Pichuco nientemeno che Astor Piazzolla, che lo stesso Troilo soprannominò "El Gato" e di cui seppre per primo apprezzare il genio, che spesso sconfinava in un tango non ballabile di cui fu costretto a frenare le audacie «no Gato: la gente vuole ballare, non paga il biglietto per ascoltare».

troilo_anibal_3pngL'ammirazione e la stima sconfinata fu reciproca, Piazzola adorava Troilo al punto che, ancor prima di entrare nella sua orchestra, passava le serate a trascrivere ciò che Aníbal Troilo suonava al bandoneon, prestando particolare attenzione anche al lavoro del pianista dell'orchestra, Orlando Goñi.


Troilo lanciò ottimi cantanti che al suo fianco diedero il meglio di sé a cominciare da Fiorentino, Alberto Marino, Floreal Ruiz, Edmundo Rivero, Rufino fino a Roberto Goyeneche.

Nel 1942 cominciò una collaborazione che si rivelò intensa e prolifica con Homero Manzi: composero insieme diversi capolavori come "Sur", "Barrio de Tango" e diede interpretazioni divenute classiche di brani come "Malena".

Nel 1943 anno del golpe militare molti brani registrati in quegli anni dall'orchestra di Troilo "Percal", "Uno", "Los mareados" caddero sotto la scure della censura.

Nel 1968 fondò il Cuarteto Aníbal Troilo, composto da Ubaldo De Lío (chitarra), Rafael Del Bagno (contrabasso) e Osvaldo Berlinghieri (pianoforte).

Nel 1970 incise 2 duetti: "El motivo", di Cobián con il chitarrista Roiberto Grela e "Volver" , di Carlos Gardel con Astor Piazzola.

Nella sua carriera di direttore, durata piú di 30 anni (dal 1939 al 1971), Troilo incise 449 temi; a questi si aggiungano successi indimenticabili interpretati con il chitarrista Grela, altri ancora con la collaborazione di Edmundo Zaldívar al basso o, semrpe al basso, Enrique Kicho Díaz, per un totale di 485 registrazioni (anche se si presume che ci siano molti altri brani che non ci siano arrivati), sempre continuando a sperimentare e a collaborare con vecchi e nuovi musicisti di altissimo livello.

LA SUA MUSICA

troilo_anibal_4pngL'orchestra di Troilo suona in maniera emozionale, prepara un'atmosfera suggestiva che introduce il cantante; questi non canta semplicemente, ma sembra interpretare coinvolgenti quadri di vita.

L'orchestra sostiene il canto e il canto a sua volta esprime la poesia dei testi.
Troilo seppe circondarsi dei migliori cantanti, dei migliori parolieri e dei migliori musicisti, seppe valorizzarli e farli crescere artisticamente. I suoi pianisti divennero tutti direttori d'orchestra.


L'opera di Troilo segna una transizione importante nella storia del tango perché egli fece evolvere la musica e allo stesso tempo produsse musica ballabile, senza eliminare il canto, anzi potenziandolo; seppe conciliare le esigenze della musica con quelle dei ballerini e questo gli permise di diventare una sorta di mito del tango.